Sessione 3: Costi infrastrutturali e controllo delle piattaforme

  • dove: Università di Genova, Aula Benvenuto, Stradone di Sant'Agostino 37 e online (link dopo l'iscrizione)
  • quando: martedì 03 novembre 2026, 14.00-16.30
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L’indipendenza dei flussi di ricerca dipende in modo cruciale dal superamento delle piattaforme proprietarie e dei loro costi associati. Questa sessione esamina i modelli di sviluppo, governance e monitoraggio delle infrastrutture aperte per l'Open Science, proponendo soluzioni per ridurre la dipendenza dai grandi attori commerciali.
La riflessione si articola in tre filoni principali:

  • Open Source e trasferimento tecnologico: l'analisi del software a codice aperto nell'era dell'IA come leva economica e strategica per le università

  • Governance comunitaria e dati aperti: la transizione da indici citazionali proprietari verso alternative trasparenti gestite dalla comunità scientifica

  • Monitoraggio nazionale e curatela dei dati: la presentazione di iniziative nate per mappare e connettere il patrimonio della ricerca italiana.

Parole chiave: #OpenScience #InfrastruttureAperte #OpenSource #OpenCitations #ItalianResearch Monitor #GovernanceComunitaria #CoARA


Programma

Il programma è provvisorio e può subire variazioni.

14.00-14.30: apertura sessione 
Introduce e modera: Valentina Pasquale, IIT

14:30-15:00
- Alain Monteil, Inria 
Inria Open Access policy and French infrastructures

15:00-15:15
- Giovanni Battista Gaggero, Università di Genova 
Software Open Source in the AI Era: an opportunity for academic Spinoff

Technology transfer from academia has traditionally relied on patents and licensing, often requiring significant capital and long development cycles to turn research results into market-ready products. Artificial intelligence, particularly AI-assisted software engineering, is changing this model by sharply reducing the cost and time needed to develop minimum viable products. 
This contribution discusses an alternative approach in which universities create and continuously improve open-source software platforms through research projects. Academic spin-offs can then build sustainable businesses around these platforms by offering deployment, customization, integration, maintenance, training, and specialized consultancy to companies. 
The discussion will address opportunities and challenges related to intellectual property, governance, software quality, long-term maintenance, and the separation between academic and commercial activities. Airfield Security will be presented as a use case to illustrate how an academic spin-off can combine open-source development, research-driven innovation, and service-based commercialization.

15:15-15:30 
- Chiara Di Giambattista, Silvio Peroni, Alma Mater Studiorum Università di Bologna 
Costruire infrastrutture aperte sostenibili: il ruolo della governance comunitaria nel caso di OpenCitations

La comunicazione scientifica e i processi di valutazione hanno, negli anni, registrato una crescente dipendenza da piattaforme commerciali, sollevando interrogativi sulla sostenibilità e sulla trasparenza del sistema di ricerca. Un caso emblematico è quello dei dati bibliografici e citazionali, un tipo di informazione fondamentale per connettere i risultati della ricerca, la cui disponibilità è pertanto essenziale per garantire trasparenza e riproducibilità di indicatori quantitativi basati su questi dati, in linea con le raccomandazioni di CoARA. Tuttavia, la gestione dei dati citazionali aggregati è stata progressivamente controllata da pochi attori commerciali (ad esempio Scopus e Web of Science) che hanno sviluppato indici proprietari accessibili tramite costosi abbonamenti. In questo scenario, la mancata adozione istituzionale di infrastrutture aperte per i dati citazionali non è solo una limitazione tecnica, ma anche un vincolo epistemologico che incide sulle modalità di produzione e valutazione della conoscenza.
In questo contesto si colloca OpenCitations, un’infrastruttura aperta nata per offrire un’alternativa all’accesso ai dati bibliografici e citazionali. Per garantire l'uso aperto e gratuito dei dati e dei servizi, OpenCitations ha adottato un modello economico basato sul supporto della comunità, affrontando sfide legate alla sua sostenibilità. A partire dalla valutazione rispetto ai Principles of Open Scholarly Infrastructure (POSI), OpenCitations ha proposto un nuovo modello di governance, formalizzato nel 2026, volto a rafforzare il ruolo della comunità, consolidando il sostegno istituzionale dell’Università di Bologna come "hosting member". 
L’implementazione del "living will" dei POSI costituisce un ulteriore elemento chiave per garantire la trasferibilità dell’infrastruttura ad altre organizzazioni, assicurando la continuità e riducendo la dipendenza operativa di OpenCitations da singole istituzioni o persone. Il contributo discuterà come le infrastrutture aperte possano evolvere verso modelli di governance comunitaria capaci di coniugare apertura e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di un ecosistema della ricerca decentralizzato e meno dipendente da piattaforme commerciali.

15:30-15:45 
- Amir Djalali, Irene Frascari, Marialaura Vignocchi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna 
- Cristiana Bettella, Michela Zorzi, Università di Padova 
Censire e curare i repository italiani: l’esperienza di COAR IRD

Nel luglio 2025 la Confederation of Open Access Repositories (COAR) ha avviato l’International Repository Directory (IRD), un repertorio internazionale volto a fornire informazioni verificate e aggiornate sui repository. Il dataset iniziale di IRD è stato creato acquisendo dati da registri e directory preesistenti, tra cui OpenDOAR, re3data.org e risorse gestite da Lyrasis, e armonizzandoli secondo il modello di dati di IRD.Tale procedura ha reso necessarie attività successive di controllo, correzione e integrazione dei record.
L’elemento distintivo di IRD risiede nel modello di curatela distribuita. La responsabilità dell’aggiornamento e della verifica dei dati è affidata a organizzazioni competenti per specifici ambiti geografici o tematici, mentre COAR mantiene la gestione della directory. Il modello intende rendere sostenibile la curatela dei dati attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità di riferimento.
I sistemi bibliotecari delle Università di Bologna e di Padova hanno assunto congiuntamente la responsabilità della curatela dei record relativi all’Italia. La prima fase di revisione, conclusa nell’agosto 2026, ha interessato oltre 200 record. Il lavoro ha riguardato la verifica dell’identità e dello stato dei repository, l’aggiornamento delle informazioni istituzionali e tecniche, l’individuazione di duplicazioni e la documentazione, ove supportata da evidenze verificabili, di migrazioni e cessazioni.
Il contributo descrive le fonti, le procedure e i criteri adottati e presenta i risultati della ricognizione, discutendone limiti e potenzialità. L’esperienza consente inoltre di individuare le competenze e le risorse necessarie per assicurare una curatela continuativa e affidabile. A più di vent’anni dalla Dichiarazione di Messina, i dati raccolti offrono una base empirica per analizzare l’evoluzione dell’infrastruttura italiana dei repository e per discuterne continuità, sostenibilità e forme di coordinamento.

15:45-16:00 
- Donatella Tamagno, Scuola Normale Superiore e  Silvia Bello, Università Piemonte Orientale (a nome del gruppo di lavoro che comprende 9 atenei italiani: POLITO, SNS, UNIMI, UNIMIB, UNIMORE, UNIPD, UNITN, UNITO, UPO) 
- Paolo Manghi, CNR-ISTI; OpenAIRE
Italian Research Monitor: verso un monitoraggio della ricerca condiviso, aperto e interoperabiletalian Research Monitor: verso un monitoraggio della ricerca condiviso, aperto e interoperabile

L’Italian Research Monitor è un’iniziativa promossa da nove università italiane (POLITO, SNS, UNIMI, UNIMIB, UNIMORE, UNIPD, UNITN, UNITO e UPO) in collaborazione con OpenAIRE, con l’obiettivo di sviluppare un sistema condiviso, affidabile, aperto e sostenibile per il monitoraggio della ricerca e dell’Open Science.
Il progetto affronta i problemi di frammentazione, incompletezza e scarsa interoperabilità delle informazioni sulla ricerca, migliorando metadati, affiliazioni e collegamenti tra diverse fonti. Basato sull’OpenAIRE Graph, l’Italian Research Monitor integra informazioni relative a risultati della ricerca, organizzazioni, finanziatori, progetti e costi, contribuendo alla costruzione di una base informativa più completa, interoperabile e riutilizzabile.
L’iniziativa si colloca nel più ampio contesto europeo di trasformazione dei sistemi di valutazione e gestione della ricerca, in linea con i principi promossi da CoARA e dalla Barcelona Declaration on Open Research Information, che incoraggiano l’uso di informazioni sulla ricerca aperte, trasparenti e controllabili dalla comunità scientifica.
Attraverso attività di data curation, formazione e collaborazione interistituzionale, il progetto pilota mira a costruire una base informativa guidata dalla comunità della ricerca per il monitoraggio dell’Open Science e della ricerca, capace di supportare analisi, decisioni e politiche più consapevoli a livello istituzionale e, in prospettiva, nazionale.

16:00-16:30 
- Q&A


Le persone della GOA 2026

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