Il diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo che abbiano i requisiti minimi di originalità e di novità. Viene tutelata solo la forma espressiva dell’opera: non l’idea creativa in sé, ma come tale idea è stata manifestata dall’Autore.
Si diventa Autori automaticamente creando l’opera, senza ulteriori formalità.

“Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.”

Legge 633/1941 “Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”, articolo 6 (art. 2576 cod. civ.)

Il diritto d’autore nelle tesi di dottorato

L’autore della tesi è il dottorando ed egli possiede tutti i diritti su di essa:

  • i diritti morali, non trasmissibili: paternità, integrità e ritiro dell'opera dal commercio
  • i diritti di utilizzazione economica, trasmissibili in esclusiva o in parte: distribuzione, comunicazione, riproduzione, traduzione, ecc.

Anche le tesi di dottorato depositate in IRIS Unige sono protette dalla legge italiana sul diritto d’autore (legge n. 633/1941) e, salvo diversamente specificato, possono essere utilizzate e riprodotte SOLO per motivi di studio e ricerca, con l’obbligo di citarne la fonte.

L’Università di Genova non richiede all’Autore di cedere alcun diritto.
Attraverso licenze di distribuzione non esclusive (la Licenza di deposito IRIS Unige e la Dichiarazione per la consegna delle tesi di dottorato di ricerca), da sottoscrivere al momento del deposito della tesi, l’Ateneo esercita i diritti di utilizzazione trasmessi dal dottorando per poter conservare la tesi in maniera sicura e persistente e per renderla accessibile a chiunque senza limitazioni di tempo (salvo eventuali disposizioni restrittive o di embargo).

Riutilizzo nella tesi di dottorato di parti già pubblicate presso altro editore: diritti e doveri

È sempre possibile pubblicare o distribuire la tesi di dottorato attraverso altri canali, purché non si compromettano in alcun modo i diritti di terzi.
Se la tesi è il risultato di un lavoro che coinvolge altre persone o enti, è necessario prestare attenzione a non ledere i diritti degli altri soggetti, utilizzando, per esempio, materiale altrui senza autorizzazione o anticipare informazioni su progetti in corso.

Se una parte della ricerca è già stata pubblicata attraverso un editore scientifico (per esempio mediante uno più articoli), probabilmente il dottorando ha già ceduto i diritti di utilizzazione economica su quella pubblicazione.
In questo caso non è più possibile distribuirla, né in forma cartacea, né in formato elettronico, senza verificare le clausole del contratto sottoscritto con l'editore: se vi è stata cessione di diritti, non si può inserire nel corpo della tesi l'articolo nell'identica forma che è stata accettata e pubblicata dall'editore.
Ecco alcuni suggerimenti:

  • è possibile richiedere all’editore l'autorizzazione all'inserimento dell'articolo nella tesi di dottorato, specificando che la tesi verrà inserita in un archivio istituzionale ad accesso aperto. L'autorizzazione dovrà pervenire in forma scritta. È bene ricordarsi di inviare con anticipo le richieste, perché le risposte potrebbero impiegare molto tempo per arrivare.
  • i diritti di utilizzazione economica ceduti all'editore si riferiscono a una particolare forma espositiva: si può rielaborare il contenuto e integrarlo nella tesi come capitolo o sezione.
  • al posto degli articoli veri e propri, si può inserire un elenco dei lavori pubblicati sulla base della ricerca, con i riferimenti bibliografici completi. Si può poi consegnare alla commissione esaminatrice copie stampate di queste pubblicazioni, allegate alla tesi ma non rilegate con essa.

Licenze d’uso Creative Commons

Si possono ampliare i diritti di utilizzo dei contenuti della tesi adottando una delle licenze Creative Commons, con cui concedere ai fruitori della propria opera - a determinate condizioni - una licenza d’uso gratuita. La licenza Creative Commons si può inserire nella prima pagina della tesi.
Attraverso queste licenze i dottorandi, che mantengono i diritti di utilizzazione economica delle loro opere, concedono agli utenti la licenza d'uso gratuita del loro lavoro a determinate condizioni: per esempio possono non autorizzare usi prevalentemente commerciali oppure la creazione di opere derivate. I diritti che l'Autore concede ai fruitori dell'opera sono espressi in un linguaggio chiaro e interpretabile anche dai motori di ricerca.
È bene segnalare che, se si intende pubblicare la propria tesi nella medesima forma di quella depositata in IRIS Unige, alcuni editori potrebbero non accettare opere precedentemente pubblicate sotto licenza Creative Commons, a meno che non siano state apportate sostanziali modifiche.

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